sabato 26 ottobre 2013

Addio a Zuzzurro, lunare e consapevole


Andrea Brambilla (1946-2013).
Volevo scrivere di altre cose, ma poi è morto Zuzzurro. Chi non ha vissuto quel periodo degli anni ottanta in cui nasceva Drive In (e, in seguito, il prodotto forse più pregiato di Zuzzurro e Gaspare, Emilio) non può capire quale fosse davvero il clima. Adesso si dice "la tv berlusconiana". Macché. Berlusconi c'entrava poco e nulla. Berlusconi metteva i soldi. C'entrava molto quella temperie televisiva che era nata dai programmi delle tv locali lombarde e, assieme, dal Non stop di Enzo Trapani. E che aveva avuto la sua definitiva sanzione, appunto, con Drive In. Una comicità lombarda, fresca per stili comunicativi e per tematiche, che oggi ci sembrano datate, ma furono l'unica, formidabile istantanea degli anni ottanta del secolo scorso. Di cui Antonio Ricci non fu forse l'unico ideatore ma certamente l'interprete più intelligente.
Il cast di Emilio (1989).
 E nasceva da una metrica che era quella dei locali milanesi, una miscela irripetibile di cultura e incultura, finezze e volgarità, ingenuità e consapevolezza. Era comunque un mondo nuovo, in cui Andrea Brambilla (Zuzzurro) e Nino Formicola (Gaspare) sguazzavano come sguazzano in una situazione ambigua dei veri investigatori. Il personaggio più noto di Andrea, appunto il commissario Zuzzurro, era un melange di riferimenti a grandi loser della cultura di massa, dall'ispettore Clouseau della Pantera rosa ai Dupont e Dupond di Tintin.
Di quel mondo Brambilla e Formicola sono sempre stati l'avanguardia consapevolmente surreale: dentro la loro scrittura c'era la parte più lunare della vis comica di Boldi e di Teocoli, ma anche una ricerca originale, caparbia, non premiata sempre dal successo ma mai banale.
Quando gli anni ottanta finiranno per davvero- speriamo presto- e se ne potrà cominciare a parlare con distacco storico, allora sarà più facile spiegare a tutti che Andrea Brambilla è stato un grande artista.

9 commenti:

  1. Grazie gregorio,un'analisi pressoché perfetta e contemporaneamente uno splendido omaggio.Grazie dal profondo del cuore. nino formicola

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  2. Una comicità mai volgare. Merce sempre più rara.

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  3. mai in vita mia io e la mia famiglia siamo stati tanto colpiti da un lutto,ci manca tanto Andrea e non oso pensare a quanto manca a Nino e alla sua famiglia,vi siamo vicino col cuore credetemi.Luigia

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  4. Ho vissuto la vostra arte sempre col sorriso sulla bocca e nel cuore. Sono stata fortunata!!! Grazie per l'arguzia delle vostre battute e per la classe che vi ha contraddistinto in tutti questi anni. Che dire di Drive In, Emilio, Andy e Norman, gli "Schezi di Anton Checov con brindisi "Tra amici" per festeggiare il nuovo anno e La cena dei Cretini ? Ragazzi siete e dico SIETe grandi!!! Grazie di tutto!!!! Un abbraccio a voi ed alla famiglia di Andrea.

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  5. Ottima analisi, come sempre!

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  6. Nino e Andrea hanno fatto parte di quella ricchezza culturale fatta di bonaria ironia nella realtà della vita che ho assorbito dagli anni'60 attraverso a tanti, troppi personaggi che se ne sono andati prima di me,più giovani di me, che meritavano di vivere molto più a lungo e darci ancora il loro talento. Più del dolore dellaperdita, riesco a sentire la fortuna di aver potuto assitere ai loro "doni".

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  7. Analisi serena,romantica ma veritiera e piacevolissima. Addio Commisario.

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