martedì 27 marzo 2012

Volo a vista



Panariello ha resistito. Anche grazie a Barbarossa (le migliori luci mai sprecate in un brutto film) ma non solo. Si conferma la tesi che c’è una domanda di intrattenimento generalista, rivolta essenzialmente alle ammiraglie. Chi torna alla tv si aspetta lo sforzo produttivo di una volta, e quando trova un vero showrunner , anche su testi magari non eccelsi (è il caso di Panariello), accetta il patto.

Chi invece fa fatica a resistere, per ora, è Fabio Volo su Raitre. Volo era la carta più “pesante” dell’ intrattenimento leggero/giovanile su Italia Uno e su Mtv. Dove per “pesante” non si intende noioso ma di una leggerezza non priva di contenuti e di una visione del mondo.
Trasportato in un ecosistema, quello di Raitre, totalmente diverso, dove il peso specifico, in contenuti, del minuto televisivo è di un’unità di grandezza superiore (talvolta è un vero e proprio macigno), vacilla. L’effetto “boccata di aria fresca” prodotto dall’incipit della sua prima puntata sullo spettatore più disincantato può aver avuto sullo zoccolo tradizionale del pubblico di Raitre la lettura di effetto “acqua fresca”. Su Raitre il pieno è un basso continuo e il vuoto si avverte subito. E non basta l’intervista semiseria all’intellettuale di turno per correggere il difficile impatto del linguaggio televisivo di Fabio Volo sul pubblico che prima seguiva la Dandini sul divanetto con Eugenio Scalfari.
Poiché il mio mestiere non è certo quello di fare il critico televisivo non mi addentro in una analisi della scaletta e dei contenuti in dettaglio del programma di Volo. Posso solo dire che è quasi una regola il fatto che scegliere strade nuove porti inizialmente a perdere lo zoccolo duro del proprio canale, senza tuttavia riuscire a intercettare un altro pubblico. Gli ex-ragazzi che in passato guardavano Mtv (o meglio le ex-ragazze: il pubblico di Volo, televisivo, cinematografico e letterario è eminentemente un pubblico femminile, et pour cause), quasi non riconoscono i primi tre tasti del telecomando terrestre. E quindi, è un lavoro complesso e non scontato evitare che il “passo” di Volo venga scambiato per un’interferenza di Radio Deejay alla festa dell’Unità. Un cambiamento o comunque una rimodulazione dell’offerta di una rete tv è sempre una fatica lunga e nel breve periodo dolorosa. Andrà meglio se Volo e il suo nuovo pubblico troveranno un punto d'incontro. Come dice l'autore più odiato dagli scrittori italiani "lo spazio di un errore è uno spazio di crescita".

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