domenica 5 febbraio 2012

Hugo, Scorsese e gli effetti speciali sdoganati



Parliamo della governance Rai? Dei programmi della 7? Dei problemi di Publitalia? Del Tg1? Ma chi se ne frega, parliamo invece di Hugo, anzi Hugo Cabret, il nuovo film di Scorsese in 3D.

Hugo è uno di quei film che devono essere visti. Non è detto che vi piacerà e magari contiene qualche didascalismo di troppo (viva-il-cinema-che-è-sogno-infatti-altroché Lumière-il-cinema-è-Méliès-è-un-racconto-fantastico-una-magia-con-una-sua-techné-che-non-va-sottaciuta-ma-messa-sull'altare, a questo allude Scorsese anzi più che accennartelo te lo urla nelle orecchie e te lo schiaffa sugli occhi. Anche per merito di Dante Ferretti che ci racconta un Méliès molto Fellini).
Ma come ce lo comunica visivamente Scorsese? Con gli effetti speciali digitali, la cosiddetta CGI, la computer-generated imagery. Da Casino a Gangs of New York Scorsese ha sempre amato ricostruire mondi e città ma dev'essergli piaciuta tanto l'esperienza di Boardwalk Empire, con la sua promenade di Atlantic City ricostruita con i greenscreen.

La cosa veramente importante soprattutto per il mondo del cinema italiano (e quindi anche della fiction, che da sempre si vive, non so perché, come sorella sfigata di Cinecittà) è che l'auteur Scorsese sdogana definitivamente il cinema degli effetti speciali. Ovviamente in Hugo gli effetti sono usati bene e non da parvenu, a differenza di quello che accade in molte megaproduzioni hollywoodiane. Ma per quanto si possa dire che sono usati bene sono soprattutto tanti. Tantissimi. Più di ottocento shot. Secondo i produttori se una sola scena (il carrello virtuale della stazione) fosse stata renderizzata da una sola workstation, quel computer ci avrebbe messo 170.000 ore. La stazione di Hugo è fatta di 35.000.000 di poligoni. Per realizzare tutta la CGI in un anno Scorsese di è dovuto affidare a Pixomondo. Qual è la peculiarità di Pixomondo? Il fatto di non essere una società di effetti computer generated di Los Angeles o di Londra o di New York. Pixomondo è una società che impiega artisti negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Cina, in Tailandia e in Germania. In pratica Pixomondo globalizza gli effetti, che è il solo modo per farcela con una deadline così stretta.

Hugo: il dietro le quinte degli effetti visivi
Nel video che ho linkato si vede il lavoro enorme che è stato fatto. Ancora più impegnativo perché doveva essere tutto stereo3d. Scorsese ci dice che l'uso della CGI non può più essere più considerato di per sé il marchio di un prodotto "da multisala", un preludio a un videogame, ma è ormai un tool della narrazione. Produce una realtà aumentata, che è quella che chiediamo. Chissà se tante società italiane di CGI che potrebbero fare molto ma che vivono di stenti e di cartoni seriali potranno avere qualche possibilità di esprimersi sul mercato dopo il segno tracciato da Scorsese. Certo i costi di Hugo sono proibitivi, altro che Méliès.

4 commenti:

  1. Anton Giulio Onofri5 febbraio 2012 14:48

    Ok, Gregorio, tutto vero. Ma è come se avessero inventato un pennello che dipinge da solo, però i quadri che fa sono orrendi. Hugo non sta in piedi come film dalla prima all'ultima inquadratura, è goffo, pesante come un macigno, freddo, stucchevole, finto... Insomma, usassero tutte queste nuove mirabilia per creare qualcosa che valga la pena di vedere per portarsi a casa un'emozione che sia una, per la miseria. Specie se a firmare è uno che ha sfornato Mean Streets, Taxi Driver, New York >New York, Raging Bull, oodfellas e Casino...

    RispondiElimina
  2. Anche la mia prima reazione è stata di diffidenza, però credo che il film abbia una vitalità che si esprime nel medio periodo... Non mi pare goffo, semmai didascalico, d'altronde anche Cinema Paradiso lo era

    RispondiElimina
  3. Giovanni Consonni6 febbraio 2012 01:10

    Delusione anche per me.....dopo 20 minuti non ne potevo piu'....
    Zero tensione drammatica e troppo esercizio stilistico ( per altro brutto in molti momenti )
    Super scenografie di Ferretti...ma morta li
    Non ti conquista, non emoziona, non sembra Scorsese dietro
    La macchina da presa.
    Forse troppo ( e per fortuna ) preso a supervisionare
    Il bel Boardwalk Empire....del quale mi rivedo subito la quarta puntata per dimenticare
    Questa melassa di Hugo.
    Ma ....e' vero grande inno a maya....Pixomondo si e' fatto la reel per i prossimi
    5 anni!!!

    RispondiElimina
  4. Anton Giulio Onofri6 febbraio 2012 01:19

    Nuovo Cinema Paradiso, che non ho più rivisto dall'epoca e dopo le terrificanti seguenti prove di Peppuccio non so quanto riuscirebbe a riconvincermi, era sì, didascalico, però almeno schiacciava il pedale dell'emozione spudorata, e ti muoveva alle lacrime. In Hugo, con quel materiale narrativo a disposizione, uno come Scorsese avrebbe potuto fare davvero quel capolavoro cui gridano inspiegabilmente molti critici (basta considerare le assurde 11 nominations, specie se confrontate alle clamorose esclusioni di quest'anno...), e che invece proprio non riesce ad essere neanche per un minuto. Nel medio periodo credo che me ne dimenticherò definitivamente, anche se i brutti ricordi perdurano più a lungo dei buoni...

    RispondiElimina