lunedì 27 febbraio 2012

The show must go show




Ricchi, laureati, cinquantenni: secondo i dati Auditel sono gli spettatori più fedeli della Dandini in "The Show Must Go Off" sulla 7 (2,69% di share sabato 25 febbraio). Praticamente, lo zoccolo duro del canale di Telecom. E gli altri? Qualcuno è tornato a RaiTre (che ha portato a casa uno-due punti in più appena il programma di National Geographic è stato sostituito da un film, e questo non è un buon segnale per la divulgazione scientifica il sabato sera, perché il minimo che si potesse dire dall'esterno è che era un programma costruito con documentari di alta qualità). Gli altri spettatori si sono sparpagliati, in una serata segnata dalla predominanza di Italia's Got Talent, il quale anche se è sceso di 9 punti rispetto alla puntata scorsa mantiene stabilmente il primato.

I tre giudici di Italia's Got Talent
E' fin troppo scontato, a questo punto, sostenere che l'ondata "militante" dell'antiberlusconismo è finita, che dell'esito del processo Mills non glie ne frega niente a nessuno, e tantomeno del nuovo inno del Pdl. Capitolo chiuso. Il fatto è che una parte consistente del pubblico che era stato acquisito dalla 7 (non necessariamente di sinistra, più precisamente anti-berlusconiano) ritiene chiusa la partita con la nomina del nuovo amministratore del condominio. E al tempo stesso nell'era Monti il pubblico "di area" più tradizionalmente di sinistra (vicino cioé non tanto all'anti-politica ma al Pd) vive il dibattito politico "senza rete" di queste settimane e, conseguentemente, la stessa satira tradizionale come un ansiogeno navigare nella nebbia, privo di chiari punti di riferimento che non siano gli occhiali di Floris. Quindi, meglio occuparsi d'altro, guardare altro, magari un programma tradizionale. E chi può, le partite su Sky. E' vero che la 7 ha bisogno di tentare e di rischiare e i frutti non possono arrivare subito. Chi ha vissuto, ad esempio, il periodo in cui Italia 1 si affermò come rete "nuova" (metà anni 90) ricorderà che per un anno intero programmi come le Iene, Mai dire Gol, Zelig, Ciro (tanto per citarne qualcuno) andarono tutti male. Fu bravo Gori a resistere. Ma erano altri tempi. E comunque il programma della Dandini, pur essendo fatto con molto mestiere, ha più elementi di continuità che di discontinuità con la striscia di "Parla con me" che fu un successo della Raitre d'antan.

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